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Il Marchese di Roccaverdina

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Capuana, Luigi 30 occorrenze

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mondo, almeno aggiustando il cervello a mio nipote il marchese, liberandolo dalle male arti di quella donnaccia ... Tenta di riafferrarlo la

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il massaio. «Il destino ci chiama. Quando il destino ci sta sopra ... Dicevamo del Rospo, gessaio. Me lo raccontava mio padre ... Quegli, sì, fece

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; datemi il mio fondo o, quanto è vero Iddio, m'impicco a un albero, là!». «Impiccatevi, se vi fa piacere. Volete un po' di sapone per la corda?» E alla

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«Bene! Bene!», disse la baronessa. «Ed ora che tutto è finito, mi darai retta, nepote mio?» «Ho altro per la testa!», rispose il marchese. «Lo so

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nella stanza, esclamò: «Marchese, figlio mio, sei contento? Avremo finalmente la pioggia!». Infatti lampeggiava e tuonava da far credere che tra poco

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! ... Non vi pare?» «Voglio rinunciare al mio isolamento; voglio vivere come gli altri, in mezzo agli altri.» «Fate bene.» «La zia baronessa vi ha parlato

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mio padre, e che fu di mio nonno e che doveva essere dei figli di mio figlio, orfani da due anni! Rimarranno poveri e nudi in mezzo alla strada, perché

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non spiega nulla», egli disse. «Vostra eccellenza scuserà l'ardire», balbettò il vecchio. «Questi è mio figlio.» «Me ne rallegro con voi; bel pezzo di

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accorreva. «Che vuoi, figlio mio?» Ed egli la intratteneva con un pretesto qualunque, fino a che la interna visione non si affievoliva, non si scancellava e

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porgeva nei bicchieri ad assaggiarli! «Ma dunque, nepote mio?» Finalmente avea dovuto andare dalla zia, preparato ai rimproveri che ella gli avrebbe

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Modica?», domandò Titta. «Un signore di Spaccaforno ... Gliel'aveva scritto un amico di qui. Die' la notizia a mio marito ... E sono accorsa, con la

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: «L'han condannato a torto. È il mio parere». Il marchese era scattato: «Come torto? Con tante prove? Che ne sapete voi?». «È il mio parere. I giurati non

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vivevano mio padre e mia madre; mi sembrava che io non avessi il diritto di manifestare un desiderio, di prendere una risoluzione. Mi avevano educato

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?» «Quell'anima lunga di don Aquilante ... » Ella lo interruppe: «Lo avete sentito dire, per caso, che ho fatto ammazzare io mio marito?». «Voi? Oh

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! ... nepote mio, qua! nepote mio, là! Ieri appunto veniva per regalargli una statuina di terracotta trovata negli scavi la settimana scorsa. Guardate

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, che il cavaliere, dimenticata la grave offesa della non permessa esplorazione di Casalicchio, gli aveva steso la mano: «Infine, sei figlio di mio

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!», soggiunse il marchese. «Dunque non siete pentito del fallo, figlio mio!», esclamò il prete riprendendo alquanto la sua calma. «Sono qui, ai piedi vostri

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elettori influenti. «Oh, signor marchese! Troppo onore! ... Si figuri! Il suo nome ... » «Non è il mio solamente. Capite; sarei una noce nel sacco. Bisogna

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giorni a modificare il suo testamento. «Ero in collera con mio fratello e con mia nepote allora ... Non voglio che maledicano la mia memoria. Tu sei

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hanno fame non debbono scontare il mio peccato. Gliene chiedo perdono ... anche in ginocchio ... » Il marchese lo trattenne. Si vergognava di esser

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preso me come avrebbe preso qualunque altra ... Può darsi che il torto sia mio ... Non avrei dovuto entrare in questa casa ... C'è ancora il fantasma

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affacciava, rientrava, tornava ad affacciarsi; e la processione sfilava, sfilava, interminabile, tra la folla enorme. «Che hai, nepote mio?» «Niente

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Mamma Grazia, vedendola ricomparire, nell'anticamera, l'aveva rimproverata. «Siete contenta? Quasi gli mancassero dispiaceri a quel povero figlio mio

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Mamma Grazia, portandogli il caffè, gli diede la buona notizia: «Figlio mio, sta' tranquillo; tuo cugino è fuori pericolo. Ha mandato a dirtelo la

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, figlio mio!» E si ritrasse dietro un uscio per nascondere la commozione. «E il salone?», domandò la baronessa. «È rimasto intatto.» «Con la sconcia

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, giacché l'occasione è capitata, noi ci guardiamo da un bel pezzo in cagnesco. Perché? Per un pregiudizio. Non ho sposato in chiesa! È il mio gran delitto

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!» «In questo momento non posso ascoltar altro che il mio cuore. Non voglio essere un'ipocrita; sarebbe un'indegnità ... Oh, mamma!» E vestita di scuro

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, eccellenza. Trovandomi al mulino, ho voluto dare uno sguardo ... » «Rimpiangete ancora questi quattro sassi?» «Il mio cuore è sempre qua! Verrò a morirvi

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avuto torto, figliuola mia! Posso assicurarti che colei gli è andata via tutta intera dal cuore. Mio nepote non vuol sentirne nemmeno ragionare; se

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. Mamma Grazia gli annunciava dolente: «Tuo cugino sta male, figlio mio! Ha mandato tre volte da questa mattina, vuole vederti prima di morire». «Prima

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